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I centri minori

I centri minori

Lo sfruttamento dell’argento nel corso del medioevo comportò la costruzione di una serie di castelli che ospitavano la popolazione coinvolta nel lavoro delle miniere fra i quali i centri di Boccheggiano, Gerfalco e Travale.

I ricchi giacimenti si estendevano su tutto il territorio, dalle “Cornate” di Gerfalco alla “Valle Buia” di Boccheggiano ed erano intensamente sfruttati dalle numerose imprese minerarie che operavano nel distretto.

Gerfalco, noto dai documenti a partire dal 1135, era un importante centro minerario dell’area, controllato nel medioevo dalla famiglia signorile dei Pannocchieschi. Nel borgo fortificato risiedevano i minatori che lavoravano nelle vicine miniere argentifere di poggio Mutti (ancora oggi visibili). Nella parte sommitale dell’abitato sono  leggibili le tracce dell’area signorile, nel borgo si conservano l’ampio circuito murario e le due porte di accesso (Porta Senese e Porta Fiorentina).

Boccheggiano è attestato a partire dall’inizio del 1200 in alcuni documenti come centro controllato dalla famiglia senese dei Salimbeni. Del periodo medievale sono ancora visibili la cinta muraria e le due porte di accesso. Nel periodo moderno e contemporaneo diviene un importante centro minerario per lo sfruttamento dei numerosi giacimenti di rame, ferro e soprattutto pirite. I numerosi stabilimenti industriali sono ancora oggi visibili.

Travale nel medioevo era un caposaldo dalla famiglia Pannocchieschi ed in particolare del ramo d’Elci. Anche questo centro controllava alcune miniere argentifere. Nel paese sono visibili i resti medievali della cinta muraria con la porta e la chiesa di S.Michele.

 

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