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Le Fonderie

Fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, il Vescovo di Volterra costruì l’edificio cosidetto delle “Fonderie”, di 33 metri di lunghezza e 6-7 metri di larghezza.

L'aspetto dell'edificio delle Fonderie nel XIII secoloIl piano terra era costituito da 9 ambienti voltati, scanditi in facciata da pilastri in pietra con archi in laterizi decorati, in parte ancora visibili. Lo scavo ha permesso di stabilire che l’edificio ospitava le strutture della zecca, attestata anche dai documenti scritti, che trasformava in monete l’argento e il rame estratto dalle miniere del poggio. All’interno dei locali del piano terreno sono stati scavati alcuni bracieri e forni per la fusione del metallo, delle canalette per la miscelazione del metallo e l’atelier del fabbro, dotato di una forgia e di un pozzo per attingere l’acqua.

 

fonderieIn queste strutture veniva fuso l’argento insieme al rame per creare delle barre di mistura con la percentuale di rame-argento voluta. Le barre di mistura venivano battute, ridotte in lastre e passate ai tagliatori che, con l’utilizzo di grosse cesoie le tagliavano in strisce e poi in quadrelli, questi passavano nelle mani degli affilatori che li stondavano per ottenere dei tondelli che venivano rifiniti per ottenere un nominale del peso voluto. Nell’ultimo passaggio i tondelli venivano consegnati ai monetieri che li coniavano con l’effigie desiderata. I pezzi battuti venivano controllati dai saggiatori che verificavano che il peso e la lega delle monete rispettassero il contratto d’appalto ed infine consegnati a chi aveva portato il metallo nella zecca.

 

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