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Lo scavo delle Fonderie

Lo scavo archeologico dei depositi dell’edificio delle “Fonderie” ha permesso di ricostruire la storia di uno dei palazzi più importanti di Montieri.

 

Ricostruzione delle Fonderie. Sezione.

 

Le fasi più antiche individuate risalgono ad un periodo precedente la costruzione dell’edificio a pilastri. In un periodo anteriore al XIII secolo nell’area erano presenti alcune strutture produttive, una canaletta scavata nel terreno foderata da argilla e un ampio braciere con vaschette dove venivano lavorati i minerali argentiferi.

Fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo venne costruito l’edificio con i locali voltati al piano terra che ospitavano nuovamente delle strutture produttive, questa volta legate alle fasi della lavorazione finale dei metalli, il conio delle monete. Una nuova canaletta in argilla ed un forno a riverbero erano costruiti nella parte settentrionale, mentre, gli ambienti meridionali ospitavano l’atelier del fabbro ed un pozzo da cui veniva attinta l’acqua.

La zecca vescovile rimase in funzione per tutto il XIII secolo mentre sembra attraversare un periodo di inattività nel corso del XIV secolo. L’edificio subì una radicale trasformazione a partire dal XV secolo quando gli ambienti interni vennero ripartiti per creare delle abitazioni. Una di queste sfruttò il vecchio pozzo da acqua come immondezzaio al cui interno sono state rinvenute alcune ceramiche con stemmi nobiliari, probabilmente appartenuti alla famiglia dei “Da Verrazzano”.

 

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